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CULTURA
Le miniere di Montevecchio
13 novembre 2009

 Montevecchio è un complesso minerario di estrazione di Galena (minerali di piombo), Blenda (minerali di zinco),  Argentite  (minerali di argento) e piccole quantità di altri  minerali  anche  in  forma cristallina come quarziti ed altro.

§. Montevecchio: da miniera a parco Geo-Minerario.
   Millenni di storia caratterizzano il complesso montuoso  dell'Arburese (nord della catena dell'Iglesiente) che ospita  la  miniera  di Montevecchio, anzi, l'intera catena stessa dell'Iglesiente  è  una  enorme miniera.
   Sfruttata sino a circa due decenni fa,  la  miniera  è  stata  chiusa definitivamente; non perché non producesse più  (nonostante  millenni di sfruttamento),  ma  perché  non  era  più  economicamente conveniente: è troppa la concorrenza di  altri  paesi  (come  ad  esempio la Grecia che vanta le stesse miniere ma a  cielo  aperto, e
quindi con notevoli costi inferiori rispetto alle  miniere  da  scavo e trivellazione) che oltre ad avere costi di estrazione ridotti  riescono ad esportare con costi di mercato decisamente più  concorrenziali. Da un decennio circa si sta cercando  di  attivare  l'intero  complesso minerario per trasformarlo ed adattarlo a  Parco  Geo-Minerario.

§.Un patrimonio storico.
   Quando nel resto d'Italia (non esistevano  né  i  Tirreni,  discendenti dalla Stirpe dei Nuragici, né gli Etruschi) si spaccava ancora la selce per farne rudimentali strumenti da taglio, i Nuragici  conoscevano già l'arte della fusione dei metalli e  della  loro  forgiatura, e trovarono ne i monti dell'Arburese una vasta vena  di  approvvigionamento: leggenda vuole  che  la  loro  scoperta  fosse  ancora più antica...ma per opera di chi? 

  Sfruttata in seguito da Fenici e Punici (si narra che le navi  Fenice abbandonassero nei porti le loro ancore di ferro per  montarne altre fatte interamente di Argento preso da queste miniere) fu  poi preda delle sanguinose e dure conquiste Romane che la  battezzarono col nome di Metalla (in realtà l'intero Iglesiente era  già  stato nominato Metalla precedentemente e presumibilmente  dai  Greci, dato che era già noto a loro prima degli stessi Romani).
   Desiderata dai Francesi e soprattutto da Napoleone (si diceva: nominate un minerale...ed in Sardegna c'é!) e mai avuta grazie alle imprese eroiche dell'Ammiraglio Domenico Millelire,  amata  dagli Spagnoli durante la loro occupazione, sfruttata  dai  Pisani,  passò alla storia per essere stata protetta durante  le  due  Guerre  Mondiali da Tedeschi, Inglesi  ed  Americani,  perché  qua  estraevano piombo, zinco, alluminio e  argento  per  produrre,  nelle  fonderie del complesso minerario, bossoli e proiettili per le munizioni,  parti di armi per la produzione dell'industria bellica (pistole, fucili,  cannoni, ecc.) e monete di uso corrente (si batteva  anche  moneta  di uso legale solo nel complesso minerario, che era provvisto di ogni cosa, dallo spaccio al cinema all'emporio, per evitare  che  la  ricchezza uscisse dai confini dello stesso complesso).

§.L'immenso valore naturalistico da proteggere.
   Contrariamente alle moderne miniere, col passare  dei  secoli  e soprattutto nel secolo '900, il complesso fu  arricchito  di  vegetazione ed animali, attraverso il rimboschimento  progressivo  e  sostitutivo e l'introduzione di specie animali domestiche e selvatiche.
   La vegetazione, soprattutto  arborea,  era  importante  ed  indispensabile per una serie di motivi di sicurezza, di salute e  salubrità, di approvvigionamento di materie prime  da  costruzione  e  da ardere, di insediamento di animali per la cacciagione.
   La sicurezza era importante. Si  era  capito  che  una  montagna povera di vegetazione sarebbe stata soggetta a  valanghe e  frane. Per questo motivo si adoperò una politica di rimboschimento e  di impianto di varie specie arboree, infoltendo quelle autoctone (originarie del luogo) e impiantandone di nuove. Tutto per preservare il più possibile la vita dei minatori  e  delle  loro  famiglie,  elementi preziosi per la comunità sia a carattere sociale che  economico:  la morte di un minatore era una tragedia che coinvolgeva tutti.
   La salute delle persone e la salubrità del complesso era  di  rilevante importanza. Un minatore passava metà della  vita  all'interno dei cunicoli di scavo, spesso a respirar polveri che col  passar  del tempo diventavano dannose,  e  per  questo  motivo  principale  si cercava di dare dell'aria buona  da  respirare  per  "spurgare"  alla
meglio i polmoni intasati impiantando alberi dalle  ampie  caratteristiche ossigenatrici.
   L'aspetto delle materie prime in loco era invece di  enorme  importanza economica. Pensiamo all'enorme fortuna risparmiata reperendo in zona il legno duro e quello tenero per la  costruzione di puntelli per i cunicoli e di elementi strutturali  e  di  rifinitura  per  le abitazioni e gli edifici industriali del complesso minerario, senza dimenticare la legna da ardere per scaldarsi nelle dure notti monta
ne e durante l'inverno rigidissimo, per cucinare, per alimentare le caldaie dei motori a vapore che pompavano  ossigeno  nelle  gallerie ed azionavano i macchinari di estrazione, lavorazione e  trasporto, senza dimanticare la fucina della fonderia.
   Non ultima, l'importanza di allevamenti di animali da cortile e da cacciagione di pelo e di piuma: venne creata una riserva di  caccia con cinghiali, cervi, fagiani ed altro ancora.
   La costituzione di questo immenso parco arboreo riserva  molte affascinanti sorprese: variegate specie vegetali hanno fatto di  questi monti il loro habitat naturale ed ospitano numerose specie  animali ed insetti di vario genere ed importanza.

§.La ricchezza Geo-Mineraria.
   Grazie  alle  particolarità  chimico-fisiche  che  caratterizzano   il complesso montuoso Arburese e dell'intera catena  dell'Iglesiente, possiamo trovare minerali di vario tipo e genere e  sotto  le  forme cristalline più varie: Blenda, Galena, Quarzi e  Quarziti,  Argentite, Argento Rosso, Cerussite, Solfuri ed altro ancora.

§.Il declino.
   Nata come terra dell'Eldorado millenni  fa,  cessa  di  esistere  e produrre nell'era moderna.
   Protetta dalle forze  militari,  divenne  presto,  dopo  la  fine  dei conflitti mondiali, una terra in preda alle dure leggi di mercato (estrarre i materiali
costava più che in altri paesi) e vide il suo  veloce quanto lento declino. Finita la guerra finì anche la vendita e la produzione bellica, le presse e gli  stampi  furono  adattati  e  sostituiti per la produzione di utensili, posate (alcune pregiate in  argento  e oro), di attrezzi da lavoro, ma i costi vantaggiosi dei mercati esteri segnarondefinitivamente la sorte di una delle più antiche ed importanti miniere della Italia e del mondo.

§.Le conquiste tecnologiche.
   L'importanza  di  Montevecchio  richiamava  ingegneri  di  fama mondiale. Qua nacque la Caterpillar così come la conosciamo oggi, qua furono inventati i  primi  trenini  di  raccolta  a  motore  con piccole benne di carico e spostamento di materiali.
   Ma non finisce qui.
   Esigenze di scavo più veloce e sicuro portarono gli ingegneri  ad ideare e progettare i primi motori a pistone ad aria compressa per la fabbricazione dei primi moto-picchi e martelli pneumatici, le prime pale meccaniche, alcune di ridotte dimensioni, adatte alle  manovre all'interno delle gallerie più strette, ai macchinari di pompaggio di aria per rendere meno faticosa la respirazione nei cunicoli e,molte delle tecniche estrattive e di scavo, furono  ideate  e  collau date proprio qui.

Tratto da Eventos - di (Gabriele Martis)




permalink | inviato da movida il 13/11/2009 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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